per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara”. Le risposte per i cruciverba che iniziano con le lettere M, ME. By Italoeuropeo - March 18, 2010. Non ti posso più inventare madre… Una semplice, dolce madre, premurosa, attenta. Una semplice, dolce madre, premurosa, attenta, Però oggi come sono magre e secchette le donne, prima erano belle adipose. Milanese, scrittrice e poetessa, ha descritto nelle sue opere tutto il dolore sofferto nel corso della sua difficile esistenza. un bellissimo, vergine viticcio ma spesso mille cupi pensieri opprimono,  Sono tornata a Milano quando è finita la guerra, siamo tornati a piedi da Vercelli, solo con un fagotto, poveri in canna, e ci siamo accampati in un locale praticamente rubato, o trovato vuoto, di uno straccivendolo. da tempo mi divorano e mi logorano… Avevo 36 anni quando è nata la mia ultima figlia, Simona, e prima ancora era arrivata Barbara.”. insieme a cocci immondi di bottiglie A loro raccomando sempre di non dire che sono figlie della poetessa Alda Merini. Mio padre e mia sorella erano rimasti in giro a Milano a cercare gli altri: eravamo tutti impazziti. Ci siamo buttati nelle risaie perché le bombe non scoppiano nell’acqua, ce ne siamo stati a mollo finché non sono finiti i bombardamenti. e i quesiti lamentavano risposte. Avevo 18 anni, dove dormivo scusate? e rimane uno scheletro d’amore Abbiamo perso tutto. (Il poeta, ndr) Va all’avventura, rischia la pelle proprio per la sua libertà!”. gemmando fiori da ogni stanco ramo addormentarmi dentro il tuo pensare. Incoraggiata dal padre alla lettura e allo studio fin da piccola, ottenne dalla madre solo un’educazione severa. Credo nella crudeltà di Dio. Stuprate anche dai preti, allora mi sono incazzata davvero. L’intesa fra i due si fa sempre più forte, malgrado i trent’anni e la distanza che li separano, fino a quando, nel 1983 decide di sposarlo, solo con rito religioso, e si trasferisce a Taranto dove vi rimane per circa quattro anni. quando decifrare Quella pazza. Morta bambina,  Il timore con te ha preso celere la strada Si chiamano Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta. Non lo so se credo in Dio, credo in qualcosa che… credo in un Dio crudele che mi ha creato, non è essere cattolici questo? Il nostro rapporto con nostra madre è sempre stato assai complesso, evasivo, la vita di nostra madre ha influenzato positivamente ma anche negativamente le nostre scelte, ma soprattutto la nostra vita. e taci meravigliata Ma io sono già morta ! che volevamo la lapidazione. te lo dissi allora madre mia, e ti feci piangere… pronta ad asciugare amorevolmente le mie lacrime. Sono anni fecondi per la poetessa Merini, anni dove si contano sempre maggiori pubblicazioni ed interventi pubblici, anni in cui le vengono assegnati diversi premi letterari e una laurea honoris causa dall’Università di Messina. Noi eravamo sotto, nel rifugio, durante un coprifuoco; siamo tornati su e non c’era più niente, solo macerie. per esser sottoposti alla Cerletti, malgrado le tue sante guerre Difficile era, ed è stato, rapportarsi con una madre-poetessa, la cui vicenda personale è diventata con il tempo sempre più motivo di interesse  per critici e lettori. e soltanto tu riesci Io la vita l’ho goduta perché mi piace anche l’inferno della vita e la vita è spesso un inferno…. olmo, tu padre ricco d’ogni forza pura La non felice situazione finanziaria in cui versa, la porta ad affittare una stanza ad un amico pittore. La Chiesa è dura con le donne, da sempre. Domenica prossima sarebbe stato il 69esimo compleanno della grande poetessa. Mi sento cattolica e profondamente moralista, nel senso che sono una persona seria allevata da genitori serissimi, pesanti e pedanti in fatto di morale. Questa grande sofferenza non l’abbandonerà più e sarà la stessa sofferenza che segnerà e condizionerà anche il futuro di noi figlie…. e i nostri maledettissimi corpi Perché nessuno di noi figlie, conoscendo il suo modo di gestire i rapporti interpersonali, di cui era molto gelosa, e la sua prodigalità può dire che cosa ci sia in giro di nostra madre. Ho odiato la tua poesia, le tue vicissitudini, eri predestinata ad essere la Madre dei tuoi Discepoli. Tutti ammassati. Credo che lei abbia seminato in giro per scelta.” Tre parole per definire Alda Merini “Testarda, impavida, geniale.” Ma soprattutto anni in cui la personale battaglia di nostra madre con la sua indomabile vicenda esistenziale, la sua fragilità emotiva, provata dai lunghi periodi in manicomio e dalle ombre che ancora saltuariamente popolano la sua mente, trova finalmente la serenità a lungo cercata. - Alda Merini parlava spesso delle figlie con estrema lucidità e sincerità arrivando persino a farsi delle critiche e delle domande che spesso la tormentavano. Aggiornamento del sito e curatore artistico: Gianfranco Bagatti (genero di Alda), siamo  Emanuela, Flavia, Barbara e Simona, le quattro figlie della poetessa recentemente scomparsa Alda Merini. Una raccolta delle migliori poesie scritte ed ideate dal talento della poetessa dei Navigli… Foto. Abbiamo ripescato anche mia sorella che era partita con i fascisti, con i tedeschi, aveva imparato, si metteva in strada, tirava su le gonne, i tedeschi andavano in visibilio e le regalavano il pane, si sfamava così, si alzava solo la gonna, era bellissima. Questo periodo di apparente tranquillità non dura però a lungo, l’aggravarsi delle condizioni di salute di Pierri viene preso come pretesto dai figli del medico-poeta, da sempre contrari al loro matrimonio, per allontanare nostra madre. tante e tante volte e in mille modi, 0. La figlia racconta il rapporto con la famosa poetessa dei Navigli Alda Merini. e fiorita son tutta e d’ogni velo Allevate poi da altre famiglie. gettandoti addosso tutto il mio peso e dolore Alda Merini è stata una tra le più importanti donne della cultura italiana. Sì, avrei voluto una madre che lavava le scale, La mamma invece ha avuto un’emorragia, hanno dovuto infagottarla insieme al piccolo e portarseli dietro così, con lei che urlava come una matta. Stato civile: Coniugata con 4 figlie (vecchio stile della Carta di identita) Professione: poetessa, scrittrice, musicista. Questo le provoca un profondo stato depressivo che la riporterà a vivere nuovamente le torture e gli orrori dell’ospedale psichiatrico, questa volta di Taranto. A lungo avrei voluto lambire il tuo sorriso Ma i sensi di colpa e di inquietudine  Il timore con te ha preso celere la strada, A lungo avrei voluto lambire il tuo sorriso. Statura: Media. gettandoti addosso tutto il mio peso e dolore. Poi la mia casa è stata distrutta dalle bombe. E se la morte un dono ha fatto come fa un pazzo creatore Ma ti ho inventata madre Sì, avrei voluto una madre che lavava le scale, te lo dissi allora madre mia, e ti feci piangere…. Così poi l’ho sposato, nel 1953. per non aver compreso ed accettato già allora  Siamo scappati sul primo carro bestiame che abbiamo trovato. degli orti maledetti degli ulivi. Sorrido alla gente, al mondo,  Non penso siano idee blasfeme, la Chiesa non mi ha mai condannata. ancora a piangere, Abbiamo perso tutto. Alda: “Io la vita l’ho goduta tutta, a dispetto di quello che vanno dicendo sul manicomio. Anche per loro il destino vuole l’allontanamento dalla famiglia. per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara”. Questo è anche il periodo dove iniziano gli internamenti di nostra madre. Mi ha salvata mio marito che veniva a trovarmi, perché chi non aveva nessuno scompariva all’improvviso nel nulla”. Pecora Nera sas di Gianluca Riccardi e C. Dentro e fuori dalla casa dei matti, tra Milano e Taranto, Alda non smette di scrivere poesie di un amore vivo solo nell’inchiostro. Riprese e Montaggio video Eric Davanzo tutti i diritti Gruppo A. Il video è stato realizzato grazie ad Ambrogio Borsani amico di Alda Merini. La sola volta che lascia  il suo rifugio è quando ottiene il premio Montale Guggenheim; con in tasca i soldi vinti chiude a chiave la sua amata casa in Ripa di Porta Ticinese 47 è si trasferisce all’hotel Certosa, dove vi rimane fino a quando non finisce tutti i soldi, in buona parte donati ai barboni che incontra per strada. Simone Rossetti Bazzaro (violino) Per celebrare i dieci anni dalla morte di Alda Merini, la città di Milano sta organizzando diverse iniziative tra cui mostre, spettacoli ed eventi interamente dedicati a una delle poetesse italiane più note del panorama letterario mondiale.Proprio nel capoluogo lombardo questa artista ha sviluppato il suo talento e ha scritto le sue opere più belle. con la crudeltà che solo un bambino conosce. Vogliamo raccontavi la sua storia, non la storia della famosa poetessa che tutti voi già conoscerete ma la storia di una madre, una madre un po’ particolare…. Alda ha raccontato la sua storia nelle poesie, e in interviste, ma spesso con una rievocazione fantastica della memoria, così da lasciare spazio a biografie approssimative e inattendibili. io cadrei a terra sconfitta cadrei a terra come un cadavere A loro raccomando sempre di non dire che sono figlie della poetessa Alda Merini. Ho aiutato mia madre a partorire mio fratello: avevo 12 anni. Connotati e contrassegni salienti: personalità fragile e forte nei versi, anima della Poesia. Credo nella crudeltà di Dio. Alda Merini nasceva a Milano il 21 marzo 1931. Nostra madre smette di scrivere…  un buco nero per lei e per noi. era in quel momento preciso Ho visto morire tanti ragazzi. Un bel tradimento da parte dell’Inghilterra, perché noi eravamo tutti a tavola, chi faceva i compiti, chi mangiava, arrivano questi bombardieri, con il fiato pesante, e tutt’a un tratto, boom, la gente è impazzita. Io, Flavia, e la mia sorella maggiore, Emanuela, abbiamo vissuto con i nostri genitori fino all’età di sette anni, quando, dopo una lite, veniamo mandate tutte e due in un Istituto, e dopo un breve periodo,  io Flavia, mandata definitivamente a vivere presso uno “zio” a Torino, mentre mia sorella Emanuela tornerà a vivere con i nostri genitori e ci resterà fino all’età di 15 anni, periodo in cui si sposerà. Mi commuovono”. Stuprate anche dai preti, allora mi sono incazzata davvero. Con queste parole, le figlie di Alda Merini aprono la biografia della poetessa sul sito a lei dedicato. Per molti anni, ha vissuto in un manicomio, dove è stata rinchiusa … vo scerpando il mio lutto Una carrellata di immagini di Alda Merini a narrare la vita della poetessa dei Navigli a partire dalla sua tenera età… Aforismi. Alda: “Io la vita l’ho goduta tutta, a dispetto di quello che vanno dicendo sul manicomio. Perché, Dio non è così? Ho avuto quattro figlie da lui. Alda Giuseppina Angela Merini nacque il 21 marzo del 1931 a Milano. Dio aveva in serbo per te un grande e meraviglioso progetto: eri predestinata ad essere la Madre dei tuoi Discepoli. Nonostante le parole della nostra amatissima madre siamo onorate di ringraziare le migliaia di persone che si sono recate a porgere il loro saluto alla  piccola ape furibonda che, con la sua vita difficile e la sua opera sofferta, ha segnato la storia culturale non solo di Milano. Ma del resto dico spesso a tutti quelli, che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita”. sei un granello di colpa con la crudeltà che solo un bambino conosce. Soluzioni per la definizione *Alda __, poetessa milanese* per le parole crociate e altri giochi enigmistici come CodyCross. ci sollevavano le gonne putride Però oggi come sono magre e secchette le donne, prima erano belle adipose. il giorno in cui fui strappata dalle tue braccia. E perciò dammi un figlio delicato, Nel sito che le figlie di Alda Merini hanno dedicato alla madre, si possono leggere altre sue poesie. di questo ti ho punita e ferita. Poesia: le figlie tutelano Alda Merini, Agamben cura Pasolini in dialetto. trafitta forse come la farfalla Pittogrammi. Alda Merini: datemi la mia terza figlia. Si è spenta nella sua città il primo novembre 2009, per un tumore alle ossa. Alda parla così dell’internamento: “Quando venni ricoverata per la prima volta in manicomio, ero poco più di una bambina, avevo sì due figlie e qualche esperienza alle spalle, ma il mio animo era rimasto semplice, pulito, in attesa che qualche cosa di bello si configurasse al mio orizzonte.